Viaggio in Sicilia: Il castello di Santa Lucia del Mela

Ben tornati sul mio blog. In questo articolo, lasciamo per un breve periodo la Polonia e ci dedichiamo a uno dei castelli più importanti della mia zona (la Valle del Mela), dopo quello della città di Milazzo, al quale dedicherò un articolo in seguito, e cioè quello di Santa Lucia del Mela. Un viaggio affascinante indietro nel tempo, dalla prima costruzione, fino ad arrivare alla versione che nella valle del Mela conosciamo tutti. Nell'anno 827-1061,molto probabilmente si ebbe la prima struttura del castello, o almeno così vuole la tradizione storica, sulla quale si basa buona parte del nostro racconto, infatti la parte certa e documentata dalla maggior parte degli storici fa risalire la costruzione del castello solo al e dal periodo aragonese in poi. Fatto sta, che fin dal principio la sua posizione dominante su tutta la valle  dal  monte Mankarru, lo rese sito ambito da molti conquistatori dell'isola. Svariate guerre e lotte, per il controllo dell'isola e della Valle del Mela, allora ancora non nominata tale, portarono alla distruzione quasi totale di questa prima versione araba del castello. Il conte D'alta Villa ebbe un ruolo importante nel liberare questi territori dalla dominazione musulmana, e nella lotta si ebbero molte perdite umane, oltre come già citato la quasi completa distruzione del castello. Si pensa che lo stesso conte rimise in piedi il castello donandogli nuovo splendore. Sicuramente però lo splendore massimo del castello fu raggiunto durante il regno dello stupor Mundi. Federico Secondo di Svevia infatti amava particolarmente questa costruzione, da lui probabilmente fatta ristrutturare e resa perfetta, come ogni opera di cui si occupava. In questo luogo lui si esercitava nella sua amata caccia al falcone, che praticava volentieri data la ricchezza di selvaggina nel territorio di S. Lucia. Amante fino all'invero simile di questo tipo di caccia, inizio a praticarla già all'età di tredici anni, e dopo scrisse persino dei trattati che ne parlavano insieme a suo figlio Manfredi, amante anche lui di questo tipo di caccia. Sicuramente Federico oltre che cacciare, in questi luoghi provava a ricaricarsi sia fisicamente che mentalmente nelle rare occasioni di libertà in cui poteva scappare da Palermo. Come vedremo in un prossimo articolo, anche il castello di Milazzo era amato dall'imperatore, per lo stesso motivo. Passato il tempo di Federico Secondo, altre terribili battaglie per il controllo del territorio, questa volta da parte degli angioini danneggiarono nuovamente il castello. Fu Federico secondo di Aragona a ricostruire il castello che giaceva in totale abbandono e a dare nuova vita a un territorio che altrimenti sarebbe scomparso, portandosi via secoli di storia. Nel 1322 la ricostruzione del castello fu portata a termine. In realtà non si sa ancora bene, se vi fu un intervento di rinforzamento delle strutture già esistenti, o di una ricostruzione totale del castello. Fatto sta che la ricostruzione fece rifiorire anche il sottostante abitato, che venne circondato da solide mura di difesa.

Insegna posta all'entrata del castello, nella quale possiamo leggere le date di tutte le varie dominazioni che hanno eretto ognuna la loro versione del castello,a partire dall'anno 1000
Insegna che descrive le varie origini del castello di S. Lucia del mela


La torre cilindrica è una delle tre che compongono il castello.
Particolare della torre cilindrica una delle tre del castello

La travagliata storia di questo castello e del suo territorio purtroppo non ebbe fine, neanche dopo l'ennesima ricostruzione. Nel 500 le devastanti armate turche, presero di mira anche il territorio luciese e fu in seguito a distruttive battaglie che il castello ebbe un altro inesorabile tracollo. Passarono gli anni, e finalmente nel 1675 il padrone di quelli che ormai erano fatiscenti ruderi di un castello, il principe Francesco Morra, donò la sua proprietà a Mons. Impellizzeri prelato di S. Lucia. In quella che un tempo era la torre più grande del castello fu eretto un santuario che fortunatamente è arrivato intatto fino a noi. Il castello come noi lo vediamo oggi è formato da tre parti. Una torre cilindrica, che nel 1922 fu devastata parzialmente da un fulmine e ricostruita con l'aggiunta di tegole nella parte del tetto, una torre triangolare ancora parzialmente distrutta e il santuario intitolato alla Madonna della Neve, che si trova come già scritto precedentemente in quella che era la torre più grande. Nel santuari c'è un'opera di rara bellezza, la statua della Madonna della Neve scolpita da Antonello Gagini nel 1529.  Definita dai critici l'opera più bella dello scultore siciliano.

La statua della Madonna della Neve scolpita dal Gagini nel 1529 e custodita nell'omonimo santuario, è ritenuta dagli esperti, l'opera più bella realizzata dallo scultore.
Statua in marmo della Madonna della neve 

Finalmente il castello e anche noi, possiamo godere della sua bellezza e della sua storia, spesso travagliata. Il suo interno adesso custodisce opere d'arte che lo rendono un vero e proprio Museo da custodire e tramandare. A proposito di custodire l'amministrazione comunale ha provveduto alla ristrutturazione della facciata del santuario avvalendosi dell'aiuto di una ditta specializzata.


Il bellissimo panorama di cui possiamo godere salendo al castello di S. Lucia del Mela è probabilmente uno dei motivi per il quale era una meta ambita da tutte le dominazioni
Il bellissimo panorama su tutta la valle del Mela che offre il picco su cui si trova il castello

La torre triangolare del castello caduta in rovina e mai ristrutturata così come la possiamo vedere ai giorni nostri
La terza torre triangolare

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Il Viaggio continua...

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