Viaggio a koło la Ruota parte terza: Monastero dei frati Bernardini
Bentrovati, amici tra le pagine di questo blog. Oggi il nostro viaggio alla scoperta di Koło ci porterà a visitare un altro dei monumenti simbolo della città, il monastero dei frati bernardini...per i Colani il Klasztor Bernardynów. Di un secolo più giovane degli altri due monumenti descritti nei post precedenti, e cioè il castello e la chiesa della Santa Croce, anche il monastero ha avuto le sue vicissitudini, ma è sopravvissuto, ed oggi soprattutto la sua chiesa si presenta più incantevole che mai, con tutta la luce emanata dal suo stile tardo barocco. Ma andiamo per gradi, il monastero e la chiesa originali furono costruiti nel 1466 su ordine dell'allora signore della città. Il loro stile era gotico, e tale rimase fino a quando la furia del grande fiume Warta non lo investì distruggendolo in maniera irreparabile. Nel 1773 circa, dovettero provvedere alla sua completa ricostruzione. Per fare ciò, i frati si servirono persino delle rovine del castello staccandone loro stessi i mattoni i mattoni, su concessione degli eredi. Fu ricostruito in tardo barocco e rococò.
| Epitaffio dedicato a Rozalii Gurowskiej figlia del signore della città e morta a 21 anni nel 1792 |
| La facciata esterna della chiesa dei frati Bernardini |
Particolari dell'interno della chiesa con tutta la ricchezza della pittura policroma nello stile Tardo Barocco e Rococò Dopo la ricostruzione, però non ebbe vita facile.😌 Infatti a quel tempo la Polonia fu spartita tra Russia, Austria e Prussia. I Frati Bernardini furono deportati tutti nel monastero di koło, mentre gli altri conventi e monasteri furono chiusi dalle forze russe. L'ordine dei frati Bernardini, era quasi scomparso, ma l'ultimo frate rimasto riuscì a vedere la liberazione e di conseguenza la nuova unione della Polonia, nell'anno 1918. Ma i guai per questo edificio religioso non finirono qua. Durante la seconda guerra mondiale i Nazisti ne fecero la loro officina per le macchine e il loro dormitorio per i soldati. Fortunatamente questi fatti raccontati fin qua, sono solo brutti ricordi. Negli anni sessanta il monastero era nuovamente abitato dai frati Bernardini, che nei loro terreni, si occupavano prevalentemente di giardinaggio e agricoltura, vivendo vendendo ciò re riuscivano a ricavare da essa. Nel nostro tempo il monastero e la chiesa, stanno rivivendo un altro periodo di splendore, grazie all'amministrazione comunale e al sindaco attuale, che hanno inserito in un opuscolo il monastero tra gli otto monumenti visitabili a koło. Facendo così conoscere un edificio che si porta dietro tutta la forza e le leggende che si sono create attorno ad esso. Una di queste, parla di un fantomatico cunicolo sotterraneo segreto, che dalle sue cripte portava direttamente al castello. Quando si entra nella chiesa, prima si rimane abbagliati dalla luce delle decorazioni, che in foto non hanno giustizia, ma posso assicuravi che è così, subito dopo affascinati dalle opere d'arte, e anche come nella chiesa della Santa Croce, sembra di essere in un museo. Al suo interno troviamo tra le altre cose, la tomba dell'ultimo Gonfaloniere del castello, e l'epitaffio dedicato a Rozalii Gurowskiej figlia del signore di koło e morta a 21 anni, il padre per il grandissimo dolore, fece in modo che il cuore della figlia venisse conservato nella chiesa, dove si trova ancora oggi, proprio sotto l'epitaffio in una piccola bara ben visibile e con su disegnato il simbolo della morte. Oltre a queste, se cercate bene troverete altre opere, altre lapidi commemorative, ed ognuna di loro vi racconterà una storia. Tutto ciò renderà il vostro viaggio straordinario e unico. 😀😀😀😀 Anche oggi la nostra avventura è giunta al termine, vi ricordo la mia Pagina Facebook nella quale troverete altre immagini del monastero e degli altri monumenti visti fino ad oggi. Un saluto e alla prossima. |
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